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   News 2016
 





 

Un seminario per gli studenti di Padova su conservazione e promozione della geodiversità nelle Alpi Apuane
A workshop for the Students of the University of Padua (degree in Naturalistic Sciences) about the geodiversity protection and promotion in the Apuan Alps.

Un utile ed interessante contatto si è stabilito ieri, a Padova, con gli studenti dei Corsi di laurea in Scienze Naturali e Scienze della Natura della stessa Università. L’occasione di questo incontro è stato l’invito – raccolto con entusiasmo – a tenere un seminario sul tema “Conservazione e promozione della geodiversità: il caso del Parco Regionale delle Alpi Apuane (Apuan Alps Unesco Global Geopark)”, quale terzo appuntamento del ciclo “Parchi Nazionali e Aree protette: aspetti naturalistici, gestionali e legislativi”. L’evento si è tenuto nel complesso didattico di Biologia e Biomedicina, denominato “il fiore di Mario Botta”, dalla forma dell’edificio e dal nome del conosciuto architetto svizzero che lo ha progettato.

Una discreta presenza di studenti ha seguito il seminario, nonostante il suo valore esclusivamente culturale, disgiunto dal riconoscimento fiscale di crediti formativi. Una scelta – come ha sottolineato la coordinatrice didattica del corso, prof.ssa Gabriella Salviulo – voluta per evitare partecipazioni forzate e stimolare piuttosto la passione vera e l’interesse spontaneo verso problematiche rilevanti e nuovi campi d’interesse che potrebbero appartenere al futuro professionale prossimo degli studenti patavini.
Lungo questa falsariga è sembrato naturale e conseguente presentare alcuni argomenti innovativi e metodi di ricerca non ancora entrati a pieno titolo nei programmi d’insegnamento universitario, anche perché le loro definizioni, i temi portanti e i protocolli procedimentali si presentano oggi del tutto fluidi, così come le esperienze sul campo abbisognano di ulteriori validazioni di risultato. La prima parte dell’intervento proposto non poteva dunque non affrontare i più recenti sviluppi nelle conoscenze e il dibattito in corso in materia di geodiversità, di geositi e – ovviamente – di conservazione e promozione del patrimonio geologico, soprattutto all’interno del modello “geoparco”. Il tutto offerto in termini generali e non circoscritti al solo caso esemplare delle Alpi Apuane, con l’obiettivo di far capire agli studenti come, nello spazio abiologico, esista un’altra dimensione della Natura, del tutto corrispondente ed equivalente alla biodiversità, poiché alla stessa intimamente connessa. 
Invece, la seconda parte del seminario ha visto di scena le Alpi Apuane, con il loro Parco e Geoparco, attraverso una breve illustrazione sul significato immateriale e sul valore aggiunto che potenzialmente possiede la label “Unesco Global Geopark”, di recente acquisita. Agli studenti sono state poi ricordate e descritte le principali tappe del percorso di costruzione del Geoparco e del suo contemporaneo avvicinamento e successiva ammissione alla European and Global Geoparks Network. 
Le conclusioni dell’intervento sono state dedicate al modello di promozione territoriale che il Parco/Geoparco è riuscito a perfezionare nel corso di più di trent’anni di attività. Oggi imperniato su tre sistemi o centri strategici (Equi Terme, Bosa di Careggine e Monte Corchia) – dove si concentrano interventi, servizi ed iniziative – è stato il logico equilibrio raggiunto a conclusione di una fase parossistica iniziale, caratterizzata da opere ed azioni distribuite “a macchia di leopardo”, quasi in ogni comune e contrada dell’area protetta, molto spesso con l’obiettivo di acquisire il consenso delle popolazioni residenti e dimostrare l’utilità tangibile dell’istituzione “parco”. Il cambio di rotta si è imposto da diversi anni, a seguito della drastica riduzione delle risorse disponibili e per la necessità di definire offerte territoriali sinergiche e più complete possibili.
Al termine del seminario, le molte domande poste dagli studenti hanno fatto intuire come l’intervento possa aver destato qualche interesse e che i Naturalisti sono ormai pronti ad abbracciare i Geoparchi dopo aver stretto a sé i Parchi.

Antonio Bartelletti

(6 aprile 2016)


 
                   
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