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L'Alluvione in Versilia e Garfagnana - venti anni dopo (1996-2016)

 

 


com'è il

Museo della Pietra piegata di Levigliani
esposizione permanente della tradizione lapidea apuana
 

 

gli spazi del museo
 

dov'è la pietra piegata
cos'è la pietra piegata

piano terra: 

Marmi puri e sacri (in niveo templo)
La spazio dell’arte sacra e funeraria propone alcuni importanti manufatti che attestano l’attitudine naturale del marmo ad opere di carattere religioso. Colonne, capitelli, balaustre, vasi, sculture e bassorilievi, con raffigurazioni di repertorio sacro, trovano qui significativo spazio. È questo un campo produttivo che, in età moderna e contemporanea, ha rappresentato il settore trainante delle lavorazioni artistiche ed artigianali, con impieghi fondamentali di lapidei apuani, sia bianchi sia colorati. Entrato in crisi con le scelte dell’architettura post-conciliare, a favore dei materiali poveri ed autoctoni, dava un tempo lavoro a numerosi studi di scultura, soprattutto a Carrara, Pietrasanta, Seravezza e Querceta.

 


 

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piano primo:

I colori del marmo (luxuriosa materia) 

La sezione è dedicata ai marmi colorati delle Alpi Apuane, oggi quasi del tutto “dimenticati” dall’industria estrattiva, ma che un tempo hanno goduto di particolare prestigio e notorietà. 
Particolarmente apprezzati per il commesso e le tarsie d’età barocca, i marmi colorati apuani hanno in seguito trovato limitato impiego nei complementi di arredamento e nell’oggettistica di lusso. 
La marmoteca qui esposta raccoglie una ricca collezione di marmi ornamentali colorati di valore storico delle Alpi Apuane ed esempi di manufatti che hanno saputo sfruttare i suggestivi effetti della policromia lapidea.

 

 

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Pietre di casa e di bottega (locus alchemicus)
La cucina e la farmacia hanno avuto in comune, per molti secoli, uno strumento di lavoro spesso ricavato dal marmo: il mortaio. La frantumazione dei materiali organici ed inorganici era un’attività ricorrente di questi due luoghi. Oltre i mortai, anche le conche per la conservazione di olio o di lardo, così come i fornelli per contenere il fuoco, avevano nel marmo e nelle pietre locali la loro materia prima di fabbricazione.
Il Museo conserva qui anche l’erbario del Parco, dedicato alla flora delle Alpi Apuane, con exsiccata di piante di significativo interesse naturalistico.

 

 

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piano secondo:

27 secoli di storia (marmor signum temporum) 
Nello spazio di un unico locale è possibile percorrere un arco di tempo di quasi tremila anni di storia, attraverso la testimonianza materiale di alcune produzioni seriali, ma rappresentative, di marmo. 
Sono soprattutto le opere architettoniche, insieme ad oggetti d’uso quotidiano, a segnare l’inesorabile mutamento dei secoli. 
Tra i manufatti di valore storico-archeologico e di provenienza locale, si segnalano: un cippo funerario, aniconico e con coronamento a calotta, d’età etrusca; un grosso frammento di trabeazione di una Villa rustica imperiale; basi, colonnelli e capitelli di polifore tardomedievali. 
Altri oggetti di uso comune in marmo sono stati prodotti durante l'età moderna e contemporanea.


Sala multimediale
È l’area documentale ed illustrativa del Museo, che conserva materiale filmografico sulle Alpi Apuane e permette di consultare, anche in modo interattivo, documenti visivi e ipertesti utili alla conoscenza dell’ambiente naturale e della storia del territorio protetto.

 

 

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piano terzo:

Tombe liguri apuane a Levigliani 
(
…ferrum hastae, lapides sepulcri…)

Una speciale sezione archeologica del museo raccoglie reperti ceramici (olle, coppe, ecc.) e altri materiali di corredo (fibule, armille, anelli, ecc.) di alcune sepolture del III-II sec. a.C., di poco antecedenti la conquista romana del territorio. 
Di particolare interesse è la punta di un giavellotto, ripiegato forse per ragioni rituali, in versione miniaturistica poiché appartenente ad un bambino. 
Le tombe erano contenute all’interno di una cassetta litica formata da cinque/sei lastre di scisto, con accumuli di pietrame sciolto a protezione esterna. 


 

 

Gli oggetti esposti provengono da ritrovamenti occasionali e da scavi programmati della necropoli di Levigliani, che costituisce il più vasto sepolcreto del popolo dei Liguri Apuani nella regione geografica che ancora oggi conserva il loro nome.

I reperti sono qui depositati dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana

 

 

                   
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